Fine mostra personale di pittura

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Ieri è finita la mia mostra personale di pittura a Sarzana.
Ecco che cosa scrive il mio amico Davide Pugnana a tal proposito.

“Così è arrivato anche l’ultimo giorno della mostra personale di Arnaldo Mangini alla galleria il “Lancillotto” di Sarzana.

A noi, Arnaldo è piaciuto, in ogni sua stagione creativa. Le visite del pubblico sono state lunghe soste di fronte a singole opere, e a fine percorso ognuno aveva scelto un’opera a cui affezionarsi.

Quando negli anni Novanta Arnaldo si ritrae con orgoglio sulla soglia di uno scenario dechiriniano, tra gli archi e la statua equestre, non veste solo i panni dell’allievo Edipo che dà battaglia ai maestri; ma è già quel Telemaco che siede e attende paziente che all’orizzonte si disegnino le vele paterne. La ricompensa di questa poeticissima attesa è “Il mal di denti di Apollinaire”, che Arnaldo dipinge con la stessa sicurezza con la quale Ulisse tende l’arco e raggiunge il bersaglio.

E anche quando Arnaldo giunge a definire il punto di maturità della sua poetica il ruolo di “figlio” della tradizione non vien meno: dopo il tempo dell’attesa e della fedeltà c’è il tempo dell’approdo presente nell’ultima produzione, improntato ad una  sintesi come ‘umorismo perturbante’, un calibrato equilibrio di istanze, psichiche e pittrice, spesso in lotta tra loro. In questo racconto di sé narrato con fedeltà cronologica lungo tre pareti, la personale cerca un effetto: quello che proviamo quando Ulisse scaglia la freccia e l’iride Telemaco ne registra la potenza. La stessa condizione che Kafka descriveva nei suoi diari, a proposito dei libri: “Di una cosa sono convinto: un libro dev’essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.”

A noi Arnaldo è piaciuto perché ci ha lasciato negli occhi questa abrasione dentro di noi.”

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