Infinite Esperienze

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(Kandinsky)

“Tutti i mezzi sono sacri se sono intimamente necessari. Tutti i mezzi sono sbagliati se non scaturiscono dalla necessità interiore. E d’altra parte, anche se già oggi si può teorizzare all’infinito è prematura una teoria particolareggiata. In arte la teoria non precede e non sollecita la prassi. Al contrario. Tutto, specialmente all’inizio è questione di sentimenti. Solo il sentimento, specialmente all’inizio del cammino, crea la vera arte (…)

L’arte agisce sul sentimento, e quindi può agire solo col sentimento. Le proporzioni più esatte, i pesi e gli equilibri più delicati non derivano da calcoli celebrali o da deduzioni calibrate. Sono proporzioni che non si possono calcolare, calibrature che non si trovano già pronte. ”

“Ma la costruzione su basi puramente spirituali è un lavoro lungo e, all’inizio, abbastanza cieco e casuale. In questo senso è necessario che il pittore educhi la sua anima oltre che il suo sguardo e gli insegni a valutare il colore, in modo che essa non si limiti delle impressioni esteriori (o, di tanto in tanto, interiori), ma diventi una forza determinante nella creazione delle opere.”

“(…)cogliere nelle cose astratte l’elemento spirituale, che rende possibili infinite esperienze.”

Wassilly Kandinsky (tratto da Lo Spirituale Nell’Arte)

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(Schiffe Im Dunkeln, Paul Klee – 1927)

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