Rosa di schifo

Clown balla l’occhio e strizza la bocca e scrive poesia nei movimenti, mentre i capelli, anche quello nato dal bulbo in verso contrario, esordisce con un fluttuare funzionale alla storia che affrontiamo ricca di sorprese.

Sappiamo sorprenderci esaltati e scossi come un frustino scelto tra mille in un porno shop berlinese inscenato sul palco di un teatro occupato a Roma.

Il consumismo non ci avrà. Noi ricicliamo e ancora arricchendoci d’amicizia sviolinata dufour nevrastenia barbie basiti e caramelloni morbidi rosa di schifo.

Gli animali sono nostri Fratelli e ci insegnano la delicatezza e il rispetto che avevamo nel paradiso dell’Eden in passeggiata a Viareggio.
Non mangiamo i nostri fratelli e nemmeno quello che proviene dal freddo e atroce industriale sfruttamento.
Sfrutteremo anzi i coglioni in qualche filmino di vacanZe di natale da non vedere.

Piove e ci laviamo.
Una mela o due dopo tre giorni di digiuno purificatore e riparatore.
Fuoco e ci spezziamo dividendi per farci in quattro ad aiutare la Palestina.
Mangiamo spesso datteri israeliani solo perché sono i migliori.
Creiamo prodotti naturali per pulire in casa e salutiamo la nonna fascista che passa con la stampella qualche isolato più in là.

Tutto va alla volta dell’uno e noi a chiederci dove siamo. A che punto siamo come chiese Dio ad Abramo. Cabala che libera tutti e 1, 2, 3 stella col mattino che saluta il sole con scazzo e mazzo.

Scegli una carta. Grazie. Ciao.

Attento all’oca!!!

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